Le emozioni, queste sconosciute….esse ci fanno commuovere quando sentiamo una canzone (come, ad esempio, questi brani dell’Album Aeon del Celestial Aeon Project su Jamendo ), ci fanno coinvolgere nelle vicende di un personaggio di un romanzo e, ovviamente, ci fanno sperare ed innamorare. Pascal affermava che “il cuore ha delle ragioni che la ragione non ha”, occorre, però, stare attenti, perché non sempre la strada delle emozioni è la via giusta. Guardandomi intorno, per le strade della mia città, ed ascoltando molte storie di vita personale, noto che molti di noi, oggi, si lasciano trasportare troppo dai sentimenti, tanto che permettano ad essi di lasciare influenzare il loro giudizio e la loro ragione. Mi capita spesso di paragonare questo eccessivo coinvolgimento emozionale al canto delle sirene dell’Odissea, il quale annebbiava l’intelletto dei marinai e faceva schiantare loro contro le rocce. La vita non è molto diversa da un viaggio in mare, quindi dobbiamo essere consci dell’influenza che il “canto magico” delle emozioni ha su di noi ed imparare a legarci con “le corde della ragione” all’albero maestro della nave della nostra esistenza, di cui siamo i capitani, in modo da evitare di andare a sbattere contro degli scogli. Affermando queste parole non dico che non dobbiamo avere emozioni, ma è necessario allenarci (in fondo esercitare la mente è solo una questione di costanza, come andare in bicicletta) a regolare ”il rubinetto delle emozioni”, in modo da vedere tutto con una maggiore obiettività e non allontanarci troppo dalla rotta del pensiero.




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