Quanto tempo è passato dall’ultimo che ho pubblicato un post? Due mesi o di più, i manutenzione del sito ed altri impegni vari mi hanno impegnata molto. In questo periodo di pausa digitale mi è capitato di leggere su di un numero della settimana enigmistica (una storica rivista italiana dedicata ai rebus, le parole incrociate ed altri rompicapo, ma che pubblica anche vignette umoristiche e piccoli articoli sulle più varie curiosità) un trafiletto, posto nella pagina strano ma vero, oppure in quella tutti non sanno che… ( non mi ricordo bene, sono sempre stata un’accanita lettrice di entrambe ), il quale parlava di un uomo che aveva allevato un leone e lo aveva abituato a mangiare vegetariano, tanto che i suoi cibi preferiti erano la marmellata d’arancio e la cioccolata al cocco ( che goloso…). A parte le varie ipotesi che possono essere enunciate sul vegetarianismo ed il fatto che vedere un maestoso leone fare colazione con marmellata d’arancio, e cioccolata al cocco, è uno spettacolo da non perdere assolutamente, quella piccola curiosità mi ha fatto riflettere, in modo molto singolare, sull’educazione e l’insegnamento in generale. Infatti quel grosso leone ha preferito nutrirsi d’insalata, marmellata e cioccolata, piuttosto che di gazzelle, bufali e facoceri e ha imparato, forse, a fare le fusa, come un gatto di casa, perché è stato educato a vivere in quel modo, a differenza dei suoi simili nella savana. I leoni cacciano le gazzelle, e si comportano come leoni, perché è stato insegnato loro a vivere in quel modo dagli altri membri del loro gruppo. Lo stesso processo vale ( seppure in modo molto diverso e più profondo ) anche per la virtù, usando un termine un po’ poetico, e la forza di volontà degli uomini, anche se la nostra condizione di esseri umani è molto più complessa, in bilico sempre tra razionalità ed emozione, e ci sono molte altre variabili da considerare ( alcune delle quali non sono totalmente chiare neanche a noi ), ma è pur sempre vero che una buona parte del nostro essere e le nostre abilità sono dovute al fatto che qualcuno ci ha educati ( insisto su questo termine, perché lo ritengo un elemento fondamentale ) ad essere le persone che siamo, con i nostri valori e, in parte, la nostra personalità. I nostri talenti fioriscono, molto spesso, anzi, quasi sempre, perché c’è qualcuno che ci insegna qualcosa e ci permette di svilupparli, lo stesso vale per la virtù, la morale ed i valori. Per questo il mestiere degli insegnanti è molto importante ed è molto impegnativo il ruolo di genitori. Scrivo queste parole perché vedo, molto spesso, nelle piazze della mia città, ragazzi comportarsi molto male, molti dicono loro : «Maleducati!», ma io mi domando in silenzio: Chi li ha educati? L’educazione è sempre qualcosa che s’insegna (le scuole d’etichetta insegnano), pensiamo a Eliza Doolittle di Pygmalion (la commedia teatrale di Shaw, dalla quale è stato tratto il film My Fair Lady) è divenuta una Lady perché è stato insegnato lei come esserlo (anche se in modo molto faticoso). Si tende a mettere l’insegnamento e l’educazione ai margini, ma è un passo fondamentale. Le parole che sto scrivendo sembrano banali, ma, a volte, credo che ci siamo dimenticati questi concetti di base, seppure semplici, e occorre ricordarli frequentemente e molto bene, se teniamo al nostro futuro.









